Forum Turismo

Intervista a:

13 Ottobre 2008

 

 

Pierluca Donin

Direttore di ARTEVEN

Le rivolgiamo le seguenti domande:

 

- Quali sono le cose da fare per un reale processo di sviluppo del turismo e dell’economia a Chioggia?

Mi pare che in questi ultimi tempi si siano realizzate molte occasioni di attrazione per la città. Mi riferisco ovviamente alle manifestazioni che si sono susseguite nel corso dell’estate 2008. Il problema è che bisogna saperlo con congruo anticipo per poter far modificare al turista la scelta altrimenti si fa un ottimo lavoro per chi ha già scelto la nostra località. Serve quindi una conferenza di servizi che permetta una programmazione più armonica e che tenga conto dei periodi deboli più che di quelli forti. Questo aiuterebbe anche le categorie a programmare i propri investimenti. Certo che se poi l’amministrazione investe in promozione e miglioramento della stanzialità e poi i ristoranti del centro storico chiudono alle 22 le cucine diventa un controsenso. Per questo è necessario un coordinamento e scelte condivise.

 

- In un momento economico come quello attuale di profonda crisi di mancanza di risorse economiche, quale potrebbe essere il ruolo dei privati nella realizzazione dei progetti fondamentali per lo sviluppo della località?

In un momento di crisi la nostra località potrebbe giocarsi un ruolo da primo attore. Mi spiego. Se esiste un turista che rinuncia al viaggio ai tropici per mancanza di risorse è molto probabile che non voglia rinunciare proprio a tutto. Ecco che la nostra località, per gli investimenti effettuati e per caratteristiche topografiche, potrebbe diventare la giusta risposta ad una economia che si contrae. In questo vanno inventati i pacchetti economici e la promozione. Come dire. Ogni difficoltà nasconde una opportunità. In questo i privati sono essenziali essendo i beneficiari di una azione congiunta. Per innovare bisogna mettere in discussione le proprie certezze.

 

- Il ruolo della politica in una politica di sviluppo? Cosa significa non avere un solo parlamentare “ciosoto” nel Parlamento italiano? Cosa ne pensa della proposta di forumturismo di propone un patto tra le forze politiche per portare il più possibile nostri concittadini nei posti chiave a Venezia e a Roma?

L’attuale sistema elettorale permette poco margine di manovra e non credo sia questo il contesto per poter chiedere una modifica della legge elettorale. Certo che avere a Roma un politico con la P maiuscola che si occupi di noi migliorerebbe i rapporti con lo stato centrale in un momento nel quale deve essere accompagnata la fase che porterà al federalismo fiscale che per forza di cose coinvolgerà il federalismo turistico e quello culturale. E’ un momento buono per farsi sentire. Lei parla di posti chiave in verità dovremmo parlare di “uomini chiave” in grado di sdoganare il nostro isolamento e farlo divenire una sorta di oasi. Se esiste un progetto di questa natura l’appoggio bipartisan è scontato. Però dobbiamo avere più cura del nostro territorio e evitare, ove possibile, la cementificazione selvaggia (come avvenuto negli anni settanta). Il turista vuole molte cose e noi siamo in grado di offrirne una al massimo due. Vedete che non ci sono aree destinate al verde (per esempio?). E poi non bisogna avere paura di abbattere (e uso non a caso questa parola) le storture degli anni del boom economico. Dobbiamo riscrivere il territorio per poter rendere unico e in questo, se siamo coraggiosi e intraprendenti, esiste la “chiave” del successo delle iniziative e del contesto territoriale che si trasforma velocemente in benessere diffuso.

 

- Un’autocritica che dovrebbe farsi la maggioranza e una l’opposizione?

Più che un autocritica capire dove si deve andare. Guardi che quando potere e opposizione vanno troppo d’accordo io diffido. Servono progetti comuni per i quali fare battaglie congiunte e discussioni anche aspre per ribadire i principe che ogni parte politica avoca a se. Serve un progetto generale condiviso, una fase di confronto con i cittadini, un piano esecutivo e la ricerca dei fondi. Ho detto niente eh?

 

- Cosa dovrebbe fare la società civile e il mondo culturale cittadino per contribuire allo sviluppo della località?

Innanzitutto smetterla con le polemiche e le critiche da osteria. La città si sta facendo bella e qualche disagio è necessario. Non è semplice organizzare il lavoro delle imprese con il sistema delle gare e degli appalti (il rischio c’è sempre ed è meglio arrivare con un quarto d’ora di ritardo piuttosto che non arrivare). La città storica è in restauro, sarà un lavoro lungo, ma se i risultati sono quelli previsti avremo tutti un arricchimento generale. La società civile inoltre deve imparare ( e qui si fa lunga) che il bene comune non di qualcun altro ma è tuo e quindi lo devi rispettare. Dai piccoli gesti ai grandi atteggiamenti. Non possiamo vivere come un fastidio il turista che arriva nella nostra località ma dobbiamo lavorare sul concetto di accoglienza. Capire che il benessere non è dato solo dallo sfruttamento del mare e della terra ma anche dagli occhi e dagli sguardi di chi viene a visitare la nostra area. Uno sguardo non inquina.

 

- Chioggia è in credito o in debito con le Istituzioni quali la Comunità Europea, lo Stato, la Regione Veneto e la Provincia di Venezia? Mi spiego meglio, la città potrebbe chiedere di più e ne avrebbe il titolo per farlo?

Per alcuni aspetti in debito e per altri in credito. La domanda andrebbe posta in altra maniera. Chioggia ha fatto quello che hanno fatto altre comunità per ottenere attenzione e sostegno? La mia risposta è si ma troppo poco. Non esiste un ufficio studi che si occupi di rintracciare le risorse economiche che arrivano sui progetti. Non possiamo pensare di stare fermi a guardare e sperare che gli altri si accorgano di noi e ci portino le risorse con la carriola (e se è successo non è detto che si ripeta). Abbiamo moltissime attività oltre al turismo e forse è stato questo che ha rallentato un po’ l’imprenditoria. Abbiamo l’anomalia di una urbanizzazione che non ha tenuto conto di agire in un territorio turistico. Ci sono cose da rivalutare e riqualificare e altre decisamente da chiudere, abbattere, demolire. Ci vuole coraggio e consenso insieme e non è semplice.

 

- Quale dovrebbe essere il rapporto con Padova e il resto del Veneto?  Nello specifico inquinamento dei fiumi e collegamenti viari?

Sull’inquinamento ogni uno deve fare la propria parte. Se lei vede come sono trattati i canali o che cosa si deposita nel lungo Lusenzo comprenderà velocemente che vi sono forme di inquinamento che potrebbero essere evitate e conseguentemente costituire una mentalità positiva. L’inquinamento dei fiumi è la conseguenza di uno sfruttamento del territorio senza considerarlo un patrimonio. Pensiamo alle discariche di rifiuti tossici di aree molto vicine a noi e il gioco è fatto. Ma come facciamo a protestare contro le città che scaricano le acque reflue sui fiumi che terminano da noi se non iniziamo a divenire virtuosi? Vi sono ovvie responsabilità della politica ma anche della incoscienza civile che ha condotto le menti dai primi processi di industrializzazione del paese (pensiamo al petrochimico costruito a fianco della città più fragile del mondo!). Dobbiamo iniziare a “pensarla” in una certa maniera. In questo le politiche hanno responsabilità gravissime.

 

- Una sua considerazione sulle vie di comunicazione? La città deve accontentarsi o dovrebbe lottare per ottenere una situazione almeno uguale alle altre città del Veneto? Siamo o no la sesta città del Veneto? Abbiamo 7000 pendolari che giornalmente percorrono la Romea e i morti non si contano per quelle che sono le sue competenze o conoscenze riusciamo a dare delle date certe per le infrastrutture?

La Romea è una strada Romana! Il problema non è risolvibile nel breve. Nessuno ha la chiave. Però… se ci si pone le domande giuste si può arginare parzialmente il problema. Per esempio: perché gli autoarticolati che provengono dal sud o dal nord indifferentemente preferiscono percorrere la romea anziché l’autostrada da Villabona in giù o in su? Perché la maggior parte dei camionisti che “passano” la romea senza fermarsi in città toccate dalla via sono proprietari del mezzo e spendere 20€  e altre 20€ per tornare da Ravenna a Mestre! Per un lavoratore (e credetemi non sono miliardari i camionisti) togliersi 40€ al giorno dal proprio guadagno non è una passeggiata. Bene. Poniamo che i camion che passano la Romea e che potrebbero indifferentemente percorrere l’autostrada siano il 20%. Facciamo un ‘accordo con le autostrade che il pezzo Mestre / Ravenna è gratuito! Una goccia nel mare? Non tanto se si considera quanto potrebbe essere il 20% del numero di camion. Sui pendolari (io stesso ho l’ufficio a mestre e quindi sono tra i settemila) è chiaro che la metropolitana di superfice è la soluzione. Una stazione a Val da Rio con parcheggio e la metro che passa per Piove e va verso Mira e Venezia. E’ solo una questione di soldi? Non credo è ben peggio. Rispetto quindi all’uomo chiave che deve essere a Roma o a Venezia per poter portare benessere alla nostra area, bene, che parli poco e che agisca molto. Io lo voto.

 

- Partendo dal seguente presupposto ( forse ci stiamo sbagliando ):  il Veneto orientale fa sistema a nord e la provincia di Rovigo lo sta facendo a sud, è una visione infondata di forum turismo riuscire a fare sistema  con Piove, Cavarzere, Conselve, Monselice, Este, Montagnana, Padova e il basso Veronese? Riteniamo questo possibile comprensorio una roccaforte di turisti per noi vitale? La Monselice Mare arriva fino a Montagnana e sta raggiungendo il basso Veronese, mancano solo gli ultimi 15 km per arrivare a Chioggia? Una sua valutazione?

Che vi sia un asse privilegiato è morfologicamente giusto. Questo asse è la pianura padana fino a Torino, per Sottomarina? Sempre diritto e non sbaglia! I distretti turistici possono essere una buon investimento promozionale una volta individuati. Fare sistema con questa area lunga e stretta non è semplice e sembra un ripiego. In verità venire da Vicenza a Chioggia è meno comodo che venire da Rovigo. Il raggio di azione di un complesso turistico (a divenire) con stazionamento di barche, spiaggia, centri benessere, città storica, cultura, gastronomia, sorrisi, accoglienza, prezzo giusto, possibilità di stare fino a tarda sera, manifestazioni intelligenti, un posto dove ti senti importante perché sei fattore di benessere, parcheggi, piste ciclabili…. Non credo che abbia bisogno di individuare un area precisa. Ha bisogno di essere preciso.

 

- Il Veneto orientale e super collegato ( autostrade e relativi raccordi, collegamenti ferroviari, metropolitane leggere e …………. ), riescono sui grandi temi strategici maggioranza ed opposizione a fare squadra e/o lobby, lasciando lo spazio dello scontro ad una fase successiva, per noi basterebbe imitare il loro esempio? Una sua valutazione?

Se la litigiosità è creativa ben venga. Se la litigiosità è mancanza di idee che vadano a fare un altro mestiere.

 

- Una sua proposta e/o progetto concreto?

Il forum del turismo è un buon strumento ma rischia di avere armi spuntate negli affondi necessari. Le problematiche sono molte e ben articolate. Non da ultimo le resistenze territoriali si fanno sentire e gestiscono lo staus quo vivendo con una miopia disarmante la crisi che è alle porte. C’è bisogno di politica. Quella vera. Ma ogni rivoluzione ha un costo e un prezzo da pagare. Se siamo disponibili a ri - progettare senza accontentarci del consenso immediato, anzi, tirandoci dietro tutte le critiche possibili, la città ce la fa. Altrimenti guarderà quello che è successo.

 

-Un augurio per Chioggia?

Chioggia non ha bisogno di auguri ha bisogno di scrollarsi di dosso la atavica mania di sentirsi seconda. E’ una città straordinariamente bella per vivere e per passare del tempo. Facciamo che questo atteggiamento arrivi alla massima potenza.

 

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